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The Ghostrunner

Il personaggio di questo mese del nostro Olimpo degli Eroi senza tempo e bandiera è

John Tarrant “the Ghost Runner”

Il suo sogno era la partecipazione alle Olimpiadi di Roma del 1960 ma una squalifica a vita dalle competizioni avuta ingiustamente in giovane età lo costrinsero a rincorrere le piste come un’ombra triste per tutta la vita. “Sad shadow of the ‘ghost runner’ still stalks the track”

Dedicato a una persona speciale della nostra “Urban Runners Family” che dalla caparbietà del carattere di questo eroe ha preso la giusta ispirazione.

@Simone Blasi “GhostRunner”

 

When you have a gift for running, but an arbitrary rule prevents you from competing, what do you do? John Tarrant ran.

Il suo sogno era la partecipazione alle Olimpiadi di Roma del 1960 ma una squalifica a vita dalle competizioni avuta ingiustamente in giovane età lo costrinsero a rincorrere le piste come un’ombra triste per tutta la vita.

“Sad shadow of the ‘ghost runner’ still stalks the track”

Come un adolescente irresponsabile nei primi anni 1950 John Tarrant aveva brevemente incrociato i guantoni da pugile. Cinque combattimenti, posta in ballo solo 17 sterline che le costarono caro per tutta la vita.

E’ proprio durante le sue training da pugile che scopre di avere il talento per la corsa. Così lasciò subito il ring per cominciare a muovere i primi passi sulle strade.

Tarrant correva, correva, e ha vinto, più e più volte, sentendosi come se potesse correre per sempre, diventando tranquillamente certo che la maratona sarebbe stato il suo futuro. Solo pochi anni davanti a lui ci sarebbero state le Olimpiadi di Roma. Per partecipare però avrebbe avuto bisogno di far parte di un club.

Alla sua domanda di adesione, quando gli è stato chiesto se avesse mai preso soldi per lo sport, lui avrebbe potuto mentire o rivelare che come pugile sfortunato aveva guadagnato 17 sterline. Tarrant, come era la sua natura scelse l’onestà e fu così condannato.

Aveva preso soldi per lo sport e di conseguenza gli è stato vietato di correre.

Ma Tarrant era un sopravvissuto. L’infanzia triste gli aveva indurito la mente. Ora era un ribelle con una causa. . . e un piano.

In una calda giornata d’estate del 1956, un giovane sconosciuto nervoso mescolato tra i veri atleti si presentò alla linea di partenza della maratona di Liverpool.

Non aveva numero sulla sua maglia e nessuno sapeva il suo nome, ma a pochi minuti più tardi è in vantaggio. Da allora in poi, Tarrant sarebbe diventato il ‘fantasma’ di tutta la Gran Bretagna. “The Ghost Runner”.

Per il resto della sua breve vita, Tarrant lottò per liberarsi del divieto imposto per quei pochi minuti vissuti da adolescente sul ring.

E ‘stata la sua una grande sfida che lo ha portato a battere il record del mondo sulle 40 e 100 miglia, oltre 12 ore non stop in pista, e che lo ha visto correre in America e Sud Africa, dove ha stravolto il libro delle regole dell’apartheid. Unico bianco in gara contro solo uomini neri. Un “fantasma tra i fantasmi”; lui oggi lì è ancora un eroe.

Ma nonostante le migliaia di miglia e centinaia di lettere scritte nella sua campagna, non ci fu mai un felice esito.

JhonTarrant muore di cancro allo stomaco nel 1975 a soli 42 anni.

In un necrologio del The Observer, Chris Brasher descrive Tarrant: “l’uomo più onesto che abbia mai incontrato”. 

di Michele Ronzulli

 

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