Laura Bassetti, Una donna Ultra

Laura Bassetti, Una donna Ultra

Lei appare così: timida, riservata, non è in prima fila nei selfie o nelle foto degli allenamenti. Ma è tra le prime quando si corre. Si chiama Laura Bassetti, Urban Runner dal 2017, quando ha incontrato questo gruppo alla sua prima staffetta, alla Maratona di Milano.
Alla gara ce l’avevano portata dei colleghi di lavoro, dopo che lei aveva cominciato a correre da sola, da autodidatta e senza alcun allenatore o esperienza prima.
“Lo sport per me è sempre stato amatoriale, ma molto importante. In alcuni momenti della mia vita lo sport mi ha salvato. E nel 2017, dopo una evento tragico famigliare, cercavo qualcosa a cui appigliarmi”.
La sua esperienza sportiva fino ad allora era concentrata su sport da fare in montagna – grande passione -, come lo sci di fondo, passeggiate e giri in bicicletta.
Una passione tanto forte che, da socio CAI Laura diventa istruttore di sci di fondo e affronta due delle gare più iconiche della disciplina: la Vasaloppet in Svezia, 90 km in 11 ore; e la Marcialonga in Trentino, 70 km in 9 ore. Una passione cui si è dedicata fino ai 45 anni, cercando ogni volta una gara diversa per girare un po’.
Gare e sport di resistenza, che richiedono però determinazione e ambizione, perché anche la corsa, che Laura inizia solo 4 anni fa, “ la vuole fare bene”. Così sceglie gli Urban perché le permette di seguire quegli allenamenti tecnici che altrimenti non avrebbe fatto, ma soprattutto per ciò che ama di questo gruppo: “È l’accoglienza, il coinvolgimento dello spirito Urban runners, la voglia e la gioia di stare insieme. Dove non si bada al tempo, alle performance. Rispetto ad altri che hanno più obiettivi di classifica”.
E così in quattro anni Laura si allena, sia al campo XXV Aprile che al Parco Sempione, e comincia a partecipare a delle gare: dalle tapasciate in Brianza alle mezze maratone, Stralugano, Corri in Pavia, fino alle più impegnative Monza-Resegone e infine alle due maratone. In 4.18 a Firenze, e in 4.28 ad Atene. Niente male per un’autodidatta.
Ma la sua passione è la montagna, sono i saliscendi, i dislivelli, i trail. E quando arriva la pandemia lei che aveva deciso di iscriversi al Lavaredo Ultra Trail – saltato nel 2020 e corso il 25-26 giugno 2021 – non smette di allenarsi, anzi. Corre in cortile di casa sua, 5 km ogni due giorni su un circuito di 100m. E poi si allena in salita sulla montagnetta di san Siro!.
Dopo qualche uscita in montagna, il Ferriere trail e quello dell’Oasi Zegna, arriva il giorno della gara: Ultra Cortina Trail, 48 km, 2600m di dislivello, 3000 candidati su 1400 pettorali estratti. Partiti in 1300, arrivano in 1040. Tra cui Laura, in 10h02’. “Alla partenza ero molto agitata, era un giro pieno di su e giù che girava intorno a Cortina. Mi ero detta: se devo fare il mio primo trail voglio che sia in un posto meraviglioso… il contesto del paesaggio era spettacolare, il tempo era bello, anche se nuvoloso, i panorami bellissimi. Anche stare nel bosco da sola non mi faceva paura”.
Prossimi obiettivi: “Adesso mi piacerebbe allungare la distanza, in Toscana a marzo c’è una settanta km e 2000m disl. L’idea è allungare, io non sono veloce, preferisco i percorsi non piatti, mi piace ammirare il contesto naturale dove mi trovo”.
E nel frattempo? Allenamenti con gli UR: perché la corsa è fatica, una cosa che si apprezza con l’età. E negli URs si fa con gioia.
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